PICCOLO DIZIONARIO DI BIBLIOFILIA
Il piccolo
dizionario che presentiamo in queste pagine è una versione
ridotta del Dizionario di Bibliofilia, Bibliografia e Arti
Grafiche che inviamo gratuitamente, via e-mail, agli iscritti
alla nostra specifica mailing list. L'iscrizione alla lista è
gratuita e consentita a tutti. Un esempio del Dizionario
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- Abominario
- Si chiama così il libro che raccoglie le varie formule
di scomunica.
- Abbozzo, abbozzatura
- In tipografia, come in altre arti grafiche, si dice
abbozzo il primo saggio, incompiuto, di qualsiasi lavoro.
- Abridged, abridgment
- Termini inglesi usati per indicare edizioni ''ridotte'' o
''compendiate'' di un'opera.
- Accavallatura, Accavalcatura.
- Difetto di stampa che si ha quando le lettere di un
stessa riga non si allineano per la presenza di una
lettera di corpo superiore. Può essere dovuta alla
presenza di due interlinee non perfettamente allineate o
a materiali tipografici capitati per caso fra le righe.
- Acciugaio
- Termine oggi poco in uso, con il quale si indicava un
tempo un libro di nessun valore commerciale o culturale:
buono solo per incartare acciughe.
- Acciughina
- Insetto roditore di carta, noto come ''pesciolino
d'argento'', che vive soprattutto nei vecchi libri.
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- Acefalo
- Si dice di libro o manoscritto privo dei primi fogli
(frontespizio, antiporta, carte bianche).
- Achevé d'imprimer
- Termine francese che indica il colophon (v.) o qualunque
testo contenente tutti gli elementi tipografici alla fine
di un volume.
- Acroamantico
- Così si dice di un libro difficile da comprendere o
astruso.
- Addenda
- Eventuali aggiunte che si sono rese necessarie ad un
testo già in corso di stampa. Quasi sempre alle ultime
pagine, talora con numerazione propria.
- Adespota
- Libro o manoscritto in cui l'autore non è indicato.
Termine poco usato.
- Admittur.
- Espressione che equivale ad Imprimatur.
- Ad modum Minellii.
- Si dice così di edizioni, in genere classici, annotate
ad uso delle scuole. La formula deriva dal nome del
filologo olandese Jan Minelli (1625-1683).
- Ad usum delphini
- Si dice di un testo purgato per evitare la lettura dei
passi più scabrosi. Il termine prende origine dalle
edizioni di classici latini destinate all'istruzione del
Delfino. Erano censurate e portavano al frontespizio la
scritta Ad usum Delphini.
- Affibbiatoio.
- In legatoria, l'A. si differenza dal fermaglio per la sua
particolare struttura. E' costituito da una fibbia di
pelle che termina con un gancio metallico che lo fissa al
piatto anteriore del libro. La fibbia è fissata in vario
modo al piatto posteriore. Gli A. erano usati nelle
legature monastiche dei secoli XIV-XV. In genere erano in
numero di quattro. Potevano anche trovarsi in testa e al
piede del volume.
- Agiografia
- Testo sulla vita di un Santo, o anche di
un Beato.
- Album, Albo.
- In tipografia si chiama album uno speciale
formato oblungo, che obbliga ad una particolare
distribuzione delle pagine in macchina.
- Aldine
- Sono le edizioni della tipografia che Aldo
Pio Manuzio fondò nel 1492 a Venezia. La marca
tipografica era la famosa Ancora.
- Alfabeto
- E' la serie di segni che corrisponde ai suoni
fondamentali di una lingua. Il più usato è quello
latino, che ha comunque subito aggiunte tardomedievali.
Esistono però molto altri alfabeti: ebraico, arabo,
cirillico, greco ecc.
- Alla macchia
- Termine in disuso che indica un qualunque stampato, libro
compreso, che non rechi alcuna informazione tipografica.
In genere si tratta di opere clandestine.
- Allegati.
- Insieme di documenti o tavole che si allega ad un volume.
In genere si trovano alla fine del volume, certe volte,
soprattutto nelle edizioni del Novecento, in apposite
tasche.
- Allegoria
- Dal greco Allos (altro) e agoreuo (parlo); indica il dire
una cosa e intenderne un'altra. Contrariamente alla
metafora, che simbolizza solo una parola o
un'espressione, l'allegoria può simbolizzare tutto un
racconto, oppure un fatto o una persona.
In enigmistica si intende per A. un enigma la cui
soluzione è un'astrazione piuttosto che una cosa
concreta.
- Allineamento
- In tipografia è la linea orizzontale ideale su cui
poggiano le letter prive di asta discendente: tipo A Z Va Cad, nella pratica,
per motivi tecni o estetici, alcune lettere non
raggiungono la linea, oppure la superano (z
o c v).
- Almagesto.
- Termine arabo che indica tutti i trattati di astronomia.
Celebre l'Almagesto di Tolomeo.
- Almanacco
- Il nome deriva dall'arabo (al = il, e manakh = tempo).
Libretto con l'ordine dei giorni e dei mesi, le
festività religiose e civili, le fasi lunari e quelle
solari. Spesso vi si trovano predizioni astrologiche e
notizie di vario genere. La componente letteraria è
quella che, in definitiva, distingue l'almanacco dal
calendario.
- Amanuensi
- Nell'antichità gli A. erano coloro che esercitavano
l'attività di scrittore o copista per conto di privati o
del pubblico. Si trattava quindi di ''servi literati'',
da non confondersi con lo scriba, che era uomo libero.
Gli A. romani spesso lavoravano in officine scrittorie
gestite da venditori di libri.
Nel Medioevo le stesse funzioni furono svolte da Monaci.
Il loro esercizio faceva spesso parte delle regole
monastiche e si svolgeva in locali appositamente
attrezzati del monastero.
I monaci furono sostituiti dagli A. di mestiere, numerosi
soprattutto in epoca rinascimentale. Lavoravano nei
monasteri, presso librai, o nelle corti dell'epoca.
Almeno venti erano al servizio di Federico di Montefeltro
a Urbino.
Nonostante il loro lavoro, non tutti avevano una cultura
adeguata. Questo spiega gli errori e le differenze di
lezione tra i vari testi manoscritti. La debolezza
culturale di molti A. fu sentita soprattutto dagli
Umanisti, al punto che alcuni di questi (ad esempio il
Petrarca) preferirono trasformarsi essi stessi in A.
piuttosto che affidare il lavoro di copiatura ad altri.
- Anastatico
- Sistema di riproduzione di un testo ideato dal tedesco
Barlemuss (1844), che consente di eseguire una
riproduzione perfetta di uno stampato tramite
procedimenti chimici.
-
- Ancipiti
- Edizioni prive di indicazioni di stampa.
Poco usato.
-
- Angolo
- Le punte dei piatti del volume. Spesso
rinforzati in metallo o pelle, o pergamena, a seconda del
tipo e del pregio della legatura.
- Anepigrafo
- Libro privo di frontespizio.
- Anobii
- Insetti dell'ordine dei Coleotteri (famiglia Anobidi).
Allo stato larvale vivono nel legno, scavando fori che
aprono numerose gallerie. L'anobius pertinax è il comune
tarlo dei mobili, che attacca anche i piatti dei volumi
antichi.
- Antifonario
- Testo che contiene quella parte della
liturgia sacra che viene cantata durante le funzioni
religiose.
- Antinarrazione
- Termine che designa la prefazione, il
proemio, il preambolo, cioè tutte quelle parti che si
possono trovare prima del testo vero e proprio. In
disuso.
- Antiporta
- E' la pagina figurata che precede il
frontespizio.
- Antiqua
- In alcuni paesi anglosassoni si chiamano così i
caratteri latini tondi e corsivi.
- Apocrifo
- Libro della cui autenticità si dubita,
così come si dubita che sia stato scritto dall'autore
citato. Esempio tipico sono i Vangeli Apocrifi,
tra i cui quali quello di San Pietro, non ritenuti dalla
Chiesa degni di fede.
- Apografo
- Manoscritto non autografo, ma copia
dell'originale.
- Approvazione
- Permesso dato dalle Autorità
Ecclesiastiche alla pubblicazione di un'opera. Si trova
in principio o in fine ai volumi antichi. Oggi viene
richiesta solo per le opere di natura religiosa
(Approbatur) e non ha particolare valore legale.
- Archètipo
- Manoscritto originale che funge da modello
di ogni altro. E' il codice originale più antico di
un'opera. Ogni altro esemplare è copia dell'A.
- Armi, o Arme.
- Stemma di chi ha posseduto il libro, in
genere inciso sulla rilegatura.
- Arrotondatura del dorso
- La curvatura che viene data al dorso dai
legatori, a mano o con macchine apposite.
- Arte nera
- Denominazione data all'arte della stampa
nel sec. XV. Secondo alcuni tale denominazione fu
inventata a Venezia ai tempi di Aldo, che aveva alle sue
dipendenze un operaio di colore. Ha significato
superstizioso, in quanto sottintende rapporti con Satana.
La leggenda vuole che Aldo abbia invitato tutti,
pubblicamente, a toccare il giovane nero, perché si
rendessero conto che non aveva nulla a che fare con il
maligno.
- Arti Grafiche
- Sotto questo nome si intendono tutte le
arti tipografiche e le arti affini a quella della stampa
(incisione).
- Assi, Assicelle.
- 1. In tipografia l'A. è la tavola che
serve al compositore per portare alle macchine le
composizioni di caratteri che non possono essere portate
a braccio.
2. In legatoria si dicono A. le tavole usate per la
pressatura dei libri.
3. Si chiamano A. o assicelle anche le tavole di legno
che, nelle legature più antiche (fin dal sec. XIII) si
usavano per chiudere e proteggere i piani dei libri (al
posto dei cartoni, usati successivamente) ed erano spesso
rivestite di pelle o stoffa.
- Astuccio
- Custodia rigida, spesso di cartone, in cui
si conserva, a scopo protettivo, un libro o un
manoscritto di particolare valore.
- Autografo
- Scritto di propria mano dall'Autore.
- Avvicinamento
- Lo spazio bianco tra due lettere.
- Azolo, o asolo
- Il fermaglio delle antiche legature.
Top
-
-
- Bagnatura della carta
- Operazione che si usava nelle antiche
cartiere per la creazione di carte a mano. Veniva
effettuata a mano o con mezzi meccanici, tramite l'uso di
macchine dette bagnatrici. Era operazione delicatissima,
che serviva a ottenere una impressione più nitida, ma
che poteva alterare il colore della carta e determinare
anche altri inconvenienti quali la spelatura della stessa
e la fioritura. Oggi non è più praticata.
- Bambagina
- E' la carta di stracci e canapa. Veniva
così chiamata in passato, quando si riteneva fosse fatta
con il cotone. In realtà già il Briquet aveva
ipotizzato (nel suo Dizionario storico delle filigrane)
che il quantitativo di cotone presente fosse in
definitiva pochissimo.
- Bancherozzo.
- Termine in disuso, con il quale si
indicava un tempo la bancarella dei venditori ambulanti
di libri.
- Bande, Bandelle
- 1.In tipografia, si dicono B. le guide
metalliche che consentono al piano del torchio di
scorrere.
2.In legatoria, si chiamano B. strisce di pelle, corda,
budello, pergamena, spago con cui si decoravano
anticamente le legature in pergamena. Spesso venivano
intrecciate in modo da creare disegni decorativi. Sono
state usate anche in legature di pregio del Novecento.
- Barbe
- Irregolarità dei margini delle pagine che
dimostrano che il libro non ha subito alcuna operazione
di taglio dei margini.
- Bastarda
- 1. In calligrafia, si dice bastarda una
scrittura che ha le caratteristiche della rotonda e
dell'inglese. In tipografia si dicono bastardi i
caratteri creati per imitare questa scrittura. In Francia
si parla di B. del Louvre per indicare una scrittura
tipografica i cui caratteri furono incisi nel '700 la
Luigi Luce, punzonista della Stamperia del Louvre.
Esistono varie B. storiche. Ricordiamo la B. antica,
usata in Francia nei secoli XIV e XV, la B. spezzata, del
sec. XVII, la B. inclinata, realizzata da Fournier nel
XVIII sec.
2. Si chiama anche B. una carta di formato irregolare le
cui dimensioni in cm. variano a seconda delle località e
della tipografia.
- Bazzana
- Pelle di montone o pecora (in francese
basane) che viene conciata con cura ed usata in legatoria
per imitare pergamena, cuoio, marocchino; è usata anche
per creare le piccole etichette che si applicano sul
dorso dei volumi con i titoli dorati.
- Becca.
- Detta anche orecchia, è la piega che si
fa ad un libro allo scopo di ritrovare il segno.
- Best seller
- Il libro più venduto del momento.
- Bestiario
- Libro o manoscritto in cui si parla di
animali.
- Bianchi
- Si chiamano B. tutti gli spazi che in una
pagina non sono occupati dalla stampa. In tipografia si
comprende sotto questo termine tutto il materiale di
stampa che non ha l'altezza del carattere: interlinee,
margini, spazi.
- Bibbia - Generalità
- (v. pagina
speciale)
- Biblia pauperum
- La Bibbia dei poveri era la bibbia
destinata alle classi più povere, ma anche ai padri
predicatori e agli ecclesiatici inferiori di diversi
ordini, quali i Certosini e i Benedettini (''pauperes
Christi''), manoscritta e miniata, ma anche stampata,
spesso col metodo silografico, era composta in genere da
tavole che rappresentavano episodi della Vecchio e Nuovo
Testamento, accompagnate da qualche breve testo di
commento, in genere in latino.
Attribuita a S. Bonaventura, esiste una collezione,
disposta in ordine alfabetico, di testi ed esempi biblici
da predicarsi al popolo.
- Biblioclastia
- Odio, feroce avversione verso i libri,
accompagnata da volontà distruttiva. Simile alla
Bibliofobia.
- Bibliofagia
- La tendenza a divorare i libri. Sono
bibliofagi molti animali quali i topi. I pesci e i
numerosi insetti dannosi alla carta e alle legature.
Esistono però esempi storici, di uomini divoratori di
libri, per tradizione o per condanna. vari cronisti del
passato narravano che i Tartari mangiavano i libri per
assimilarne la scienza. Bernabò Visconti costrinse i due
legati pontifici che gli avevano consegnato la bolla di
scomunica, nel 1730, a mangiarsela. Sembra anche che
alcuni autori politici del passato siano stati costretti
a divorare le loro opere per ''rimangiarsi'' quanto
avevano sostenuto.
In senso figurato, bibliofago, o ''divoratore di libri''
è anche colui che legge moltissimo, spesso senza
criterio e senza la concentrazione necessaria ad
assimilare il contenuto delle letture.
- Bibliofilia
- Amore per i libri, sentimento sempre più
raro e frustrato. Bibliofobia è, al
contrario, l'avversione, l'odio verso i libri.
Atteggiamento, quest'ultimo, oggi molto apprezzato,
gratificato e favorito anche dalle istituzioni.
- Bibliografia
- Studio dei libri in se stessi, a
prescindere dal loro contenuto intrinseco, secondo la
definizione di Fumagalli. Si intende anche per
bibliografia un libro che descrive tutti i libri che
parlano di un determinato argomento, o almeno ci prova.
- Bibliomania
- Passione esagerata per i libri, qualunque
sia il contenuto. Bibliomane è
l'individuo affetto da questa passione, al limite del
patologico, comunque sempre più rara (ce ne fossero...)
- Bibliotafio, Bibliotafia,
Bibliotafo
- 1. Il Bibliotafio è, letteralmente, un
''sepolcro di libri'', una biblioteca dove i libri sono
nascosti alla consultazione.
2. La Bibliotafia è l'atteggiamento del bibliomane
geloso, che nega la consultazione della propria
biblioteca.
3. Il Bibliotafo è colui che nasconde gelosamente i
propri libri.
- Biblioteconomia
- L'insieme di norme che regolano il
funzionamento delle biblioteche.
- Biobibliografia.
- Elenco di opere di un determinato autore
che comprende anche gli scritti dedicati alla vita
dell'autore stesso.
- Bodoniano, Bodoniana
- Termine che indica le edizioni di Bodoni,
ma anche i caratteri tipografici e le tipiche legature
ideate dal grande saluzzese.
- Bouquiniste
- Termine francese che indica il rivenditore
di libri in genere "vecchi". Famosissimi, a
Parigi, quelli del Lungosenna, celebri, un tempo, per gli
affari incredibili che vi si potevano fare (ma molte
erano, probabilmente, leggende).
- Breviario
- Libro che contiene i vari offici e
preghiere da recitarsi giorno per giorno. Presso gli
antichi romani era invece un libro dove si registravano
le entrate e le uscite.
- Brochure.
- Termine francese usato anche in Italia.
Sta per ''brossura''.
- Brossura
- Indica il volume con semplice copertina in
carta stampata, o anche costituita da un normale foglio
di carta non stampato. Per quanto sia legatura non di
pregio, nel caso delle prime edizioni, essendo
editoriale, dovrebbe essere preferita dai collezionisti.
- Bulino.
- E' lo strumento adoperato fin
dall'antichità per scrivere su metallo. Oggi si chiama
B. la verghetta d'acciaio che gli incisori usano per
intagliare il metallo, il legno, il linoleum ecc.
Per estensione, si chiama B. anche l'incisione stessa, se
eseguita con tale oggetto.
Top
- Calamo
- Cannuccia usata dai popoli antichi per
scrivere su papiro e pergamena.
- Cammeo
- Medaglione intarsiato o applicato al
piatto in certe legature rinascimentali.
- Capilettera
- Sono le lettere iniziali ornate, incise in
rame o in silografia. Nei libri più antichi sono a volte
miniate.
- Capitello
- E' il cordoncino di rinforzo che si vede
ai due estremi del dorso nella legatura. Spesso in seta e
a più colori, ha perduto il suo scopo principale (di
rinforzo) ed è diventato progressivamente un elemento
decorativo, tanto che in molti casi non è nemmeno cucito
alle pagine, ma semplicemente incollato alle estremità
del dorso.
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- Carattere aldino
- E' il corsivo. Ideato da Aldo
Manuzio, e per questo detto anche carattere italico.
-
- Carta, storia della
- v.pagina
speciale
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- Carticino
- Detto anche quartino, quarticino,
quartesino, cartesino, cartino, equivale a un quarto di
foglio. Forma quattro pagine. Esiste il carticino di
frontespizio, che si usa quando per un qualunque motivo
le prime quattro pagine, frontespizio compreso, devono
essere differenziate dalle restanti (ad esempio quando
l'autore vuole firmare ogni copia al retro del
frontespizio). Il carticino intercalare si trovava
comunemente nei libri censurati, e serviva a correggere
le parti errate o censurate. Il carticino finale si ha
quando non c'è bisogno di usare un intero foglio per
chiudere l'opera.
- Cartonato
- Dicesi di legatura con copertine di
cartone.
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- Cartuccia
- Foglietto di due pagine (mezzo carticino)
stampato a parte. Si usa in genere per correggere una
parte mal stampata.
- Centone
- Complesso di varie opere o frammenti di
queste. Non è detto che abbia un significato
dispregiativo.
- Centoventottesimo.
- Formato piccolissimo, per il quale ogni
foglio di stampa contiene 128 pagine. Molto difficile da
realizzare tipograficamente, è stato usato molto di
rado. I ''libri minuscoli'' sono ricercati dai
collezionisti.
- Cicero.
- Nome dei caratteri usati da Sweinheim e
Pannartz per stampare le Epistole Familiari di Cicerone a
Subiaco. Il nome fu poi dato alla ''lettura'' (corpo 12)
usata come misura tipo nei calcoli della composizione
tipografica.
- Clichè
- Parola francese di uso comune anche in
Italia. Indica la lastra realizzata in stereotipia,
zincotipia o galvanotipia, che viene montata su uno
zoccolo di legno o altro materiale e poi stampata con la
stessa tecnica dei caratteri mobili.
Per estensione si è dato il nome di C. a tutte le
incisioni realizzate con tecniche fotomeccamiche.
- Collazione.
- Si indica con questo termine la
descrizione bibliografica del volume, che specifica il
numero di pagine, le tavole, la legatura, lo stato di
conservazione, la completezza ecc.
- Colophon
- Dicitura del tipografo che si trova
all'ultima carta delle edizioni più antiche. Può
riportare il nome dell'autore, dello stampatore, il luogo
di stampa, il pontefice regnante ecc.. La sua funzione fu
poi assolta dal frontespizio.
- Composizione tipografica
- Si chiama così, in tipografia, l'operazione di accostare
le varie lettere per formare parole e frasi. la si è
fatta a mano per secoli, ma oggi si usano anche vari
macchinari.
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- Contraffazione
- Riproduzione abusiva di un libro,
realizzata per vari motivi (elusione dei diritti d'autore
e di divieti vari ecc..).
- Copia autografata.
- Copia di un libro che riporta l'autografo dell'autore.
Aumenta il valore commerciale del libro in questione. La
ricerca di copie autografate può costituire una forma di
collezionismo a parte, che nei paesi anglosassoni, e
soprattuto in America, è diffuso da tempo, e sta
prendendo quota anche da noi.
- Copyright
- Indica il diritto esclusivo di utilizzazione commerciale
di un'opera letteraria. Di solito è posseduto
dall'editore.
- Corsivo
- Tipico carattere latino con l'occhio inclinato verso
destra ( b g o d a). Venne disegnato per la
prima volta da Fracesco Griffo per Aldo Manuzio (è noto
anche come italico).
- Cromotipia.
- In senso lato si indica con C. la stampa tipografica a
colori. Anche le immagini ottenute con queste teniche di
stampa sono dette, per estensione C.
- Cuffia.
- La ripiegatura interna, il piccolo rivolto
di pelle, tela, pergamena o carta che si vede in testa e
in coda del dorso dei libri, nella parte che sporge
leggermente oltre il taglio del volume stesso.
- Cul-de-Lampe
- Si dice così di alcuni finalini (v.), che
hanno un tipico disegno che ricorda l'impronta del piede
di una lampada.
- Curiosità.
- In linea di massima, in bibliofilia, il
termine equivale a rarità. Di solito è usato per
indicare opere non solo rare, ma anche di argomento
particolare, non comune, curioso.
- Custodia
- 1. In origine si chiamava C. la scatola
che conteneva i libri a rotolo.
2. Equivale anche ad astuccio, camicia, busta,
salvagurdia.
3. Oggi si chiama C. la scatola di cartone, spesso
realizzata appositamente, che serve a contenere e
proteggere volumi o fogli sciolti di particolare pregio.
In certe edizioni di lusso fa parte del volume e, anche
se talvolta è di modesta fattura, la sua presenza ne
aumenta il pregio (custodia editoriale).
Top
-
-
- Dantino.
- Nome con il quale si identifica una
edizione minuscola della Divina Commedia. Famosa quella
stampata a Padova nel 1878 dai fratelli Salmin: le pagine
sono di 37 x 57 mm. (in 128°). In seguito passò
all'editore Hoepli.
- Dedica o dedicatoria
- Di solito all'inizio del libro. Specifica
l'illustre personaggio al quale l'opera era dedicata e
perché. Spesso in bella veste tipografica e con
capolettera ornati, ma anche difficile da leggere e da
digerire per la "ruffianeria" che la anima e
nella quale cadono anche autori famosi e celebrati.
- del.
- Abbreviatura comune nelle incisioni. Sta
per ''delineavit''.
- Dentelle
- Termine che indica le decorazioni che i legatori fanno
tutto intorno ai piatti nelle lagature di lusso. Dette
anche ''merlettature''.
- Desiderata.
- Vocabolo latino con il quale si designa l'elenco dei
libri ricercati da un determinato collezionista.
- Didascalia
- Breve testo con scopi esplicativi, in genere sotto
figure, tabelle, grafici. La legenda, o leggenda,
è, più propriamente, la tabella che raccoglie le
spiegazioni di simboli e segni sotto una figura (ad
esempio una carta geografica o stradale).
- Dorso
- Parte del volume che ricopre la legatura
dei vari fascicoli. Il dorso, appunto...
Top
-
- Editio princeps
- La prima edizione di un testo a stampa.
- Edizione.
- L'insieme di tutte le copie di un
determinato libro, in quel determinato formato
tipografico (caratteri compresi), pubblicato da quel
determinato editore-tipografo in quella determinata data
(anche in intervalli di tempo successivi, come accade per
opere in più volumi) e in quel luogo di stampa. Nel
linguaggio editoriale moderno, fanno parte della stessa
edizione anche le reimpressioni, purché identiche alle
precedenti, anche se per '' prima edizione'' si devono
intendere solo le copie pubblicate nella prima
impressione. Per questo motivo, i collezionisti di prime
edizioni moderne, danno molta importanza a diciture quali
''secondo migliaio, terza ristampa ecc..''
- Edizione compatta.
- Edizione economica, in caratteri stretti e
minuti e con poco uso di bianchi, onde poter raccogliere
molto testo in poche pagine.
- Edizione ridotta, edizione
compendiata.
- Termini che indicano un' edizione di
un'opera in forma volutamente non completa. L'edizione
ridotta mantiene di solito le caratteristiche principali
di un testo (la trama, lo stile, l'atmosfera generale),
ma ne omette alcune parti ritenute meno significative. In
genere vengono omesse del tutto le appendici, le note e
allegati vari. Un' edizione ridotta non è quasi mai
curata dall'Autore dell'opera. I motivi che conducono
alla realizzazione di riduzioni sono vari: rendere più
facile la lettura di un'opera omettendo le parti più
difficili del testo, rendere accessibile l'opera stessa
ad un pubblico più vasto e meno raffinato, rendere più
economica la pubblicazione. Si tratta di edizioni poco
amate dai bibliofili e dagli studiosi, per ovvi motivi.
Un esempio tipico sono i romanzi distribuiti da
''Selezione dal Reader's Digest''.
Il termine è usato impropriamente anche per indicare il
riadattamento, destinato ai ragazzi, di classici della
letteratura, ad. es. Moby Dick, o il Don Chisciotte. In
questo caso i curatori non si limitano ad omettere parti
di testo non idonee alla lettura infantile, ma piuttosto
riscrivono l'opera secondo il loro gusto e secondo le
necessità della letteratura per ragazzi.
- Ephemera.
- Materiale di vario genere, di solito
considerato di scarso valore fin dalla sua produzione a
causa della sua stessa natura o perché prodotto in
grandi quantitativi. Comprende opuscoli e pamphlet,
programmi teatrali, menu di ristoranti, cartoline di
vario tipo, poster ecc. Naturalmente, a prescindere dalla
scarsa importanza data a questo materiale al momento
della sua realizzazione, presso i collezionisti molti di
questi oggetti hanno acquisito col tempo grande valore,
di solito per la qualità grafica o per motivi storici.
- Errata, o Errata corrige
- Elenco degli errori presenti in un libro,
con la relativa correzione. In fondo al volume, o
aggiunta come foglio volante.
-
- Estratto
- Tiratura a parte di un articolo, di una
voce enciclopedica o altro e che comunque faceva parte di
opera più voluminosa.
- et al.
- Abbreviazione della frase latina et alii
(ed altri) usata nelle citazioni bibliografiche quando un
libro è stato scritto da più autori.
Top
- Faccia o facciata.
- Una delle due parti del foglio. In
pratica, la pagina.
- Factotum.
- Ornamento di qualsiasi natura, inciso su
legno o su metallo, con uno spazio bianco al centro nel
quale andrà poi inserita, a stampa o a mano, una lettera
che funge da capolettera (lettera capitale). Comune nelle
edizioni antiche. Può capitare di trovare copie di libri
antichi con soltanto il factotum, senza la lettera
capitale.
- Falsa data.
- Data di stampa non corretta. La falsa data
può essere intenzionale, oppure casuale, per refuso
tipografico. Qualora sia nota la data di stampa reale,
sarebbe regola indicarla tra parentesi quadre accanto a
quella falsa. Esempio: 1570 [1612].
- Fascetta editoriale
- La striscia di carta che nelle edizioni
moderne si può trovare sopra la copertina, con
indicazioni varie sul contenuto di un libro, i premi
vinti, il successo ottenuto ecc..
- Finalino
- Silografico o in rame, è il fregio
decorativo che si trova alla fine di un capitolo.
-
- Fioriture
- Macchie di colore e intensità vari,
provocate dal contatto della carta con ambienti umidi.
Sono chiamate così per la tipica forma a margini
frastagliati.
- Formato
- La dimensione del libro. Il sistema antico
di determinazione del formato, che si basava sul numero
di pieghe del foglio di stampa è ormai caduto in disuso,
anche se la denominazione dei vari formati è, in
definitiva, rimasta la stessa. Oggi ci si basa più
semplicemente sull'altezza di un volume:
| Definizione |
Misura altezza |
| In Folio |
Oltre 38 cm |
| In 4° |
da 28 a 38 cm |
| In 8° |
da 20 a 28 cm |
| in 16° |
da 15 a 20 cm |
| in 24° |
da 10 a 15 cm |
| in 32° |
meno di 10 cm |
- Foulage
- Termine francese. Indica l'effetto a rilievo che una
pressione di stampa troppo elevata provoca sul verso del
foglio di carta.
- Fraktur
- La forma più diffusa di alfabeto gotico.
- Frontespizio
- Pagina iniziale del libro, dove sono
indicati autore, titolo, editore, ecc..
Top
-
-
- Generalia.
- Con questo termine si indicano quei lavori il cui
contenuto non rientra in alcun argomento specifico.
- Giornale
- Pubblicazione periodica (qutidiana per definizione) che
diffonde notizie, commenti e aggioranementi sugli
avvenimenti più recenti ed importanti.
- Giustezza
- La lunghezza della linea di composizione.
- Giustificazione
- L'aggiunta di spazio intercalato (tra parola e parola)
allo scopo di colmare perfettamente la giustezza della
linea (in modo cioè da rendere le linee di stampa tutte
uguali e perfettamente allineate sia a destra che a
sinistra).
- Gotico, carattere
- E' il carattere tipografico usato in
Germania fino al XIX secolo. Imita la scrittura gotica ed
è usato in gran parte dei primi incunaboli.
- Grazie
- I tratti terminali delle varie lettere.
Top
-
Top
-
- Imprimatur
- Significa Si stampi ed indicava
che le autorità ecclesiastiche o quelle laiche (nel caso
del Privilegio), avendo appurato che il contenuto del
libro non era lesivo nei confronti della Chiesa e dello
Stato, concedevano il permesso di stamparlo. Comunemente
l'imprimatur è alla fine del libro. La rigidità con la
quale le istituzioni valutavano i contenuti di un libro
è variata nel corso delle epoche a seconda dei luoghi e
dei momenti storici. Oggi l'imprimatur da noi non esiste
più, ma non è detto che non faccia capolino sotto altra
veste...
- Incipit.
- Deriva dal latino e sta per ''comincia''.
E' in genere la parola con la quale cominciavano i libri
manoscritti e i primi libri a stampa. Il termine è
adottato come sostantivo in bibliografia ad indicare il
titolo di un'opera che, in mancanza del frontespizio, non
ancora inventato, era di solito enunciato nell'Incipit.
-
- Incunabolo
- Ogni libro o opuscolo stampato a caratteri
mobili in epoca compresa dalla invenzione di questo tipo
di stampa al 25 marzo 1501. Non chiedeteci il perché di
questa data... Secondo altri si devono intendere come
incunaboli i libri stampati tra il 1450 e il 1500. Alcuni
studiosi però ritengono che si dovrebbe estendere questo
periodo fino al 1520, fino a quando cioè, il libro non
ha assunto la sua definitiva forma cinquecentesca. I
libri stampati nei primi anni del Cinquecento vengono
definiti talvolta postincunaboli, ma il
termine è generico e di scarso significato storico.
- Indice
- Elenco, ordinato secondo criteri diversi, che indica gli
elemnti costitutivi di un libro. Quasi ogni opera, in
epoca moderna, riporta almeno l'indice generale.
- Indice dei libri proibiti, Index librorum
prohibitorum.
- Elenco di libri dei quali è vietata la lettura ai
Cattolici secondo specifico decreto della Santa Sede. Il
primo I. fu pubblicato nel 1557 per volontà di Paolo IV,
e la sua pubblicazione è proseguita fino ai giorni
nostri, curata dalla Congregazione del Sant'Ufficio.
Nel 325, il Concilio di Nicea proibì la lettura delle
opere di Ario: è il primo caso di libro all'indice di
cui si ha memoria. Fino al XVI secolo, però, le
proibizioni di questo genere furono occasionali e spesso
più promosse da predicatori locali che favorite
ufficialmente dalla chiesa. Celebri i roghi di libri
voluti dal Savonarola. Solo con l'avanzare della Riforma
la Chiesa ritenne opportuno organizzare ufficialmente una
lotta contro i libri anticattolici. Nel primo Index, otre
ad autori, titoli, ed opere anonime, si citavano anche
gli editori colpevoli di aver pubblicato opere eretiche.
La Congregazione dell'Indice fu istituita nel 1571,
seguendo le indicazioni del Concilio di Trento del 1562.
Il regolamento e la composizione della Congregazione fu
rivisto e modificato da papi successivi, fino a Leone
XIII nel 1897. Benedetto XV la soppresse nel 1917,
trasferendo le sue attribuzioni alla Congregazione del
Santo Ufficio.
Il diritto canonico contiene leggi che specificano le
modalità di condanna dei libri ritenuti dannosi
all'integrità della dottrina cattolica. La condanna più
solenne è quella fatta con Lettera Apostolica, la
condanna minore è quella fatta con la formula del
''donec corrigatur'', che indica che il libro è proibito
ai cattolici fino al momento in cui non sarà corretto.
La formula ''opera omnia'' stabilisce la condanna di
tutti gli scritti di un determinato autore. Secondo il
diritto canonico classico chi legge un libro proibito,
soprattutto se la condanna è avvenuta per Lettera
Apostolica, incorre ipso facto nella scomunica, che
colpisce anche gli editori degli stessi libri.
- Inedito
- Testo mai pubblicato prima.
- Interlineatura
- Spazio bianco intercalato fra le linee di composizione
del testo. Serve a migliorare la leggibilità dello
stesso.
- Intonso
- Si intende con questo termine un volume
ancora a fogli chiusi e comunque non rifilato.
-
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Top
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-
- Lega tipografica.
- E' un misto di piombo, antimonio e stagno. Serve a
fabbricare i caratteri.
- Legatura
- Piena è quella legatura
che copre tutte le parti esterne di un libro con lo
stesso materiale (piena pelle, piena tela, piena
pergamena). Mezza legatura è quella che
ricopre con il materiale più pregiato solo il dorso del
libro e una striscia più o meno grande dei piatti (mezza
pelle, mezza pergamena, mezza tela ecc.). Il libro viene
ad essere racchiuso tra due piani che sono detti piatti,
o specchi. L'unghia, o unghiatura, è la
parte di legatura che sporge oltre il taglio del libro. I
nervi sono le sporgenze orizzontali che
si vedono sul dorso, e che corrispondono alle corde della
cucitura sottostante.
Vedi pagina
speciale
oppure scarica il programma-tutorial gratuito Come è fatto
un Libro
- Legatura alla cappuccina.
- Legatura con la cucitura sui nervi, ma con
la coperta di pelle aderente al dorso dei fogli.
- Legatura alla Cattedrale.
- In uso in Italia e in Francia all'inizio
del XIX sec., deve il suo nome ai motivi ornamentali,
ripresi dalle facciate delle chiese.
- Legatura Arrafica.
- Legatura senza refe, cioè senza cuciture.
Arrafi erano detti anche i mantelli degli antichi romani,
perchè privi di cuciture. La L. A. consiste nel
sostituire le cuciture con colla di varia natura. Non si
tratta di una legatura particolarmente solida.
- Libro, come è fatto
- Vedi pagina speciale oppure scarica il programma-tutorial
gratuito Come è fatto un Libro
- Luoghi di stampa
- Termine latino e traduzione italiana v.
pagina speciale
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-
- Maiuscoletto.
- Un carattere maiuscolo, ma di dimensioni inferiori a
quello che dovrebbe essere il maiuscolo proprio di quel
carattere a quel corpo (cioè a quelle dimensioni) Es.
MAIUSCOLO MAIUSCOLETTO minuscolo.
- Mani scritte
- Sono piccole mani che antichi lettori
disegnavano sui margini del libro per segnalare
l'importanza di quel particolare passo del testo.
- Manuale.
- Si indica genericamente con questo termine un libro
agevole da maneggiare e di facile consultazione, con
scopi didattici o informazioni pratiche. Per estensione
il termine viene anche applicato a libri che, pur non
essendo materialmente ''manuali'', raccolgono secondo un
certo ordine sistematico un isegnamentointorno ad un
argomento particolare. Esempio notissimo è quello dei
manuali Hoepli.
- Marca Tipografica
- E' una marca, uno stemma, un emblema con
cui lo stampatore, o l'editore identificavano le proprie
edizioni. Tipico elemento tipografico del '500 e del
'600, raro nel '700, praticamente del tutto scomparso in
epoca successiva.
v.pagina
speciale
- Marmorizzato
- Si dice di carte o pelli decorate con
macchie e aloni che ricordano le venature del marmo.
- Menabò
- Il progetto dell'impaginazione, che serve da guida
all'impaginatore stesso, anche se è soltanto uno
schizzo. Si chiama così una semplice realizzazione
preventiva di uno stampato, che serve a comprendere quale
sarà l'effetto complessivo del lavoro ultimato.
- Miscellanea
- Raccolta di libri, di solito di poche
pagine ciascuno, che venagono rilegati insieme a formare
un unico volume.
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-
- Nervi
- Rilievi orizzontali sul dorso dei libri.
La loro presenza è dovuta al sottostante intreccio delle
corde utilizzate per la cucitura del libro. Sono presenti
per necessità di cose quando il dorso è attaccato alla
legatura. Ma nei lbri a dorso staccato sono
talvolta presenti lo stesso, anche se senza alcuna
necessità, come semplice elemento decorativo.
-
- Nota tipografica
- Indica il tipografo e la data di stampa.
Nei libri più antichi si trova spesso in fondo al testo,
e può anche identificarsi col colophon.
Nei libri moderni è spesso nel retro della pagina di
frontespizio.
- Notazione musicale.
- Sistema grafico di rappresentazione dei
suoni musicali. Anticamente si indicava solo l'altezza
dei suoni utilizzando le lettere dell'alfabeto. Un
sistema del genere era già in uso presso i Greci. La
durata del suono non era indicata, ma si ricavava da un
complesso metodo che teneva presente la quantità delle
sillabe in un verso poetico (la musica serviva
essenzialmente ad accompagnare la recitazione cantata di
poesie e poemi). Questo tipo di notazione alfabetica,
possibile solo se la musica è di tipo monodico, era
ancora in uso intorno al X. sec. d. C. Guido d'Arezzo
perfezionò il sistema di notazione alfabetica, ma solo
intorno al XII secolo comparve la notazione
proporzionale, indispensabile per il canto a più voci.
Verso la metà del 1300 comparvero i primi due simboli di
minima e semiminima e nel 1500 comparvero note bianche e
nere, a stabilire rapporti di durata. La forma attuale,
rotonda, delle note musicali, era già entrata nell'suo
comune nel sec. XV, ma solo nel 1600 la si preferì
definitivamente a quella quadra.
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Top
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- Occhietto o Occhiello.
- Ogni tanto precede il frontespizio, e
riporta solo il titolo dell'opera, senza altre
indicazioni. Però, se c'è, fa parte del libro e la sua
mancanza è un grave difetto.
- Offset.
- Termine inglese che indica un moderno procedimento di
stampa litografica, nel quale le matrici sono preparate
fotograficamente (fotolitografia). Le lastre, molto
sottili, sono avvolte su cilindri di macchine rotative
(macchine O.). Si tratta di un metodo di stampa molto
usato nel Novecento per le grandi tirature. Fece
rifiorire il metodo litografico che era in declino.
- Opening ("Apertura")
- E' l'aspetto, e l'effetto d'insieme, che hanno le due
pagine a fronte di un libro, quando vengono osservate
conteporaneamente. E' elemento esseeziale del moderno
design di un libro. V. anche la voce Principio delle
due pagine in una.
-
- Opuscolo
- Piccola opera. Libriccino di
poche pagine. I raffinati lo chiamano plaquette,
alla francese.
- ORBIS LATINUS
- Nomi di luogo latini
e traduzione in lingua contemporanea.
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- Pamphlet
- Opuscolo di contenuto polemico.
-
- Perfetta
- Brossura realizzata incollando
direttamente le pagine al dorso del volume. Molto usata
nei tascabili e nelle collane economiche. E', per
intenderci, quella degli Oscar Mondadori.
- Politipo
- Carattere costituito da due lettere insieme. Spesso lo si
fa (ad es. ff) per migliorare l'effetto ottico finale.
- Polizza
- Per poter stampare un testo è necessario che una
tipografia abbia a disposizione un certo numero di pezzi
per ogni carattere. Per ognuno, il numero varia a seconda
della frequenza media di quel carattere nella lingua
usata, dei segni speciali, degli accenti, dei corsivi,
grassetti ecc... L'assortimento di lettere e segni
necessario per poter stampare in quella determinata
lingua, è detto polizza.
- Pontificale.
- E' il libro liturgico con le cerimonie e i riti osservati
dal Pontefice e dai Vescovi durante le funzioni che sono
loro riservate. Il primo Pontificale fu composto a Roma
nel 1485 da Giovanni Burcardo.
- Postilla
- Commento manoscritto al testo che gli
antichi lettori apponevano al margine o tra le righe.
Può essere molto importante ed interessante, ma di
solito è solo fastidiosa...
- Principio delle due pagine in una.
- Secondo questa norma grafica, si deve sempre studiare
l'impostazione di una pagina tenendo presente quella che
le sarà a fronte. L'ideale è, anzi, progettare le due
pagine come fossero una sola.
- Privilegio di stampa.
- Era una concessione che i principi concedevano ad
un'opera stampata. Si tratta di una sorta di antica
proprietà letteraria. Garantiva che per un certo numero
di anni la stampa di un determinato libro non sarebbe
stata concessa ad altro tipografo o editore. Ne sarebbe
stata impedita anche l'introduzione nel territorio di
stampe realizzate altrove. Il più antico P. di S. noto
è quello concesso da Venezia nel 1469 a Giovanni da
Spira, che però morì l'anno successivo.
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- Refuso
- Errore di stampa.
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- Registro
- Foglio che riportava l'indice delle segnature
nei libri più antichi. Permette di verificare se un
volume è completo. Oggi non viene più usato, ma nei
primi libri la sua presenza era fondamentale, soprattutto
quando ancora non era usata la numerazione delle pagine.
I fogli venivano allora numerati con lettere poste al
margine inferiore destro. Il frontespizio, per quanto
contato, non veniva segnato (la "segnatura"
avrebbe indubbiamente provocato dei problemi estetici al
frontespizio). Solo i fogli che costituivano la prima
metà del duerno, quaderno, quinterno ecc. venivano
segnati, mentre l'altra metà erano lasciati bianchi. Nel
caso di un quaderno avremmo perciò trovato la seguente
segnatura: a* a** a*** a****, alla quale
seguivano altri quattro fogli non segnati, poi b*
b** b*** b**** ecc.. Poiché in un libro di
molte pagine le lettere dell'alfabeto potevano non
bastare, si usavano accorgimenti tipo l'uso di due
lettere (za* za** za*** za****). Ad un
certo punto si cominciarono anche ad usare i numeri (a1
a2 a3 a4). Si comprende come il duerno sia
costituito da due fogli doppi ripiegati insieme (a* a** e
due bianchi), il quaderno sia costituito da
quattro fogli doppi ripiegati insieme (b* b** b*** b****
e quattro bianchi) e così via. Spesso il tipo di
piegatura veniva indicato dal tipografo stesso nella
carta finale del libro, detta appunto
"Registro": Tutti son quaderni eccetto A
che è duerno...
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- Richiamo
- Parola o sillaba che si legge in fondo
alla pagina (o al foglio). E' la stessa parola o sillaba
che si legge all'inizio del testo della pagina successiva
(o del foglio successivo); può essere utile per valutare
la completezza di un'opera. In realtà serviva per dare
chiare informazioni sull'ordine delle pagine ai
rilegatori non troppo svegli.
-
- Ristampa.
- Una nuova edizione senza cambiamenti
rispetto alla precedente.
- Rotativa.
- Macchina per stampa, costituita
essenzialmente da un cilindro che fa pressione su una
matrice curva, anche questa poggiata su un cilindro a
rotazione continua. La carta usata per la stampa è un
nastro continuo a rotolo o a bobina. E' il tipico
procedimento di stampa dei giornali.
-
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- Sbaveggio.
- Difetto di stampa per cui l'impronta dei vari elementi
sulla carta appare non nitida, ma ingrossata o anche
sdoppiata. Può dipendere dal cattivo funzionamento delle
macchine o da una imperfetta tecnica di stampa.
- Scriptorium
- La sala nella quale gli amanuensi eseguivano il loro
lavoro di scrittura.
- Scrittura, storia della
- v.
pagina speciale
- Segnature
- Numeri o lettere che si trovano al margine
inferiore del foglio di stampa. Servivano da guida al
rilegatore. Nel caso di molti libri antichi possono
costituire l'unico aiuto per una valutazione di
completezza.(v. alla voce Registro).
- Sguardie, Guardie, Fogli di
Guardia
- Sono quei fogli che separano il libro vero
e proprio dalla legatura. Non fanno parte del libro, e,
anche quando sono bianche, non vanno contate come pagine.
Spesso sono marmorizzate.
-
- Silografico, libro.
- V.pagina speciale
-
- Stampatori
- Vedi
pagina speciale
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-
- Taglio
- Il margine dei fogli che si presenta alla
nostra vista su tre lati in un volume chiuso. Può essere
bianco, ma anche dorato, o marmorizzato, o variamente
decorato.
- Testa
- Lato superiore di un libro.
- Testatina
- Fregio decorativo che si trova all'inizio
di un testo o di una parte di questo (ad esempio
all'inizio dei vari capitoli, o anche dei paragarafi
ecc..). Spesso è lo stesso fregio usato per i finalini.
- Tondo
- La serie di caratteri latini con occhio diritto di uso
comune.
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- Unghia, Unghiatura.
- La parte di rilegatura che sporge oltre il
margine dei fogli.
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-
- Valore commerciale di un libro
- Elemento di difficile definizione, che
dipende da opinioni soggettive e fattori contingenti: di
certo si sa che le opinioni di chi i libri li deve
vendere quasi mai concordano con quelle di chi li deve
comprare... In linea di massima si può dire che il
valore di un libro dipende da: 1-caratteristiche
proprie dell'edizione (antichità, rarità, qualità
tipografiche, presenza di illustrazioni, tirature
limitate...); 2-contenuto dell'opera (scienza,
occultismo, storia locale, musica, erotismo..); 3-Curiosità
(libri di argomento strano o insolito, burle,
stramberie varie, anomalie nella stampa..); 4-caratteristiche
proprie di un determinato libro (ad esempio: la
cinquantesima edizione degli Ossi di Seppia di Montale
vale poco o niente, ma se trovate una copia posseduta
dall'autore con correzioni e note autografe dello stesso,
magari redatte la notte prima di ricevere il Nobel e con
qualche verso manoscritto inedito ai margini, allora
avete fatto Bingo...). Altri fattori importanti sono le
rilegature, magari bellissime e di valore superiore a
quello del libro stesso. Inoltre sono da tenere presenti
certi fattori contingenti tipo MODE DEL MOMENTO
(futurismo, libri per ragazzi, prime edizioni di poeti
del Novecento, libri illustrati da questo o quel pittore
ecc..) che aumentano la richiesta e rendono più rara e
costosa l'offerta. Fondamentali nella valutazione di un
libro sono anche lo stato di conservazione e la
completezza dello stesso. Vogliamo comunque ricordare qui
TRE REGOLE FONDAMENTALI: I-Il prezzo di un determinato
libro alla fin fine lo fa chi accetta di comprare ad un
certo prezzo e chi a quel prezzo decide di venderlo...
II-Se si crede di aver comprato un libro che cerchiamo da
tempo ad un prezzo eccezionale, si può stare sicuri che
si troverà lo stesso libro dopo dieci minuti, da un
altro rivenditore, alla metà del prezzo che lo abbiamo
pagato; III-Se si rinuncia ad un libro che cerchiamo da
tempo perché ci sembra costi troppo, si può stare
altrettanto sicuri che dopo dieci minuti ne vediamo una
copia peggiore offerta al quintuplo del prezzo che
abbiamo rifiutato di pagare. Ma è inutile tornare
indietro a comprare l'altro: è sicuramente già stato
venduto. E a quel prezzo non ci verrà mai più
offerto...
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