PICCOLO DIZIONARIO DI BIBLIOFILIA
A cura di Roberto Campagna per Bottegantica

Il piccolo dizionario che presentiamo in queste pagine è una versione ridotta del Dizionario di Bibliofilia, Bibliografia e Arti Grafiche che inviamo gratuitamente, via e-mail, agli iscritti alla nostra specifica mailing list. L'iscrizione alla lista è gratuita e consentita a tutti. Un esempio del Dizionario "Maggiore" è visionabile facendo click qui (file in formato zip, va decompresso: il file risultatante è in formato pdf, è necessario disporre di Acrobat Reader). Per iscriversi alla lista, fare click qui, e collegarsi alla pagina "mailing"  dall'apposito   menu.


A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z


A

 
Abominario
Si chiama così il libro che raccoglie le varie formule di scomunica.
Abbozzo, abbozzatura
In tipografia, come in altre arti grafiche, si dice abbozzo il primo saggio, incompiuto, di qualsiasi lavoro.
Abridged, abridgment
Termini inglesi usati per indicare edizioni ''ridotte'' o ''compendiate'' di un'opera.
Accavallatura, Accavalcatura.
Difetto di stampa che si ha quando le lettere di un stessa riga non si allineano per la presenza di una lettera di corpo superiore. Può essere dovuta alla presenza di due interlinee non perfettamente allineate o a materiali tipografici capitati per caso fra le righe.
Acciugaio
Termine oggi poco in uso, con il quale si indicava un tempo un libro di nessun valore commerciale o culturale: buono solo per incartare acciughe.
Acciughina
Insetto roditore di carta, noto come ''pesciolino d'argento'', che vive soprattutto nei vecchi libri.
 
Acefalo
Si dice di libro o manoscritto privo dei primi fogli (frontespizio, antiporta, carte bianche).
Achevé d'imprimer
Termine francese che indica il colophon (v.) o qualunque testo contenente tutti gli elementi tipografici alla fine di un volume.
Acroamantico
Così si dice di un libro difficile da comprendere o astruso.
Addenda
Eventuali aggiunte che si sono rese necessarie ad un testo già in corso di stampa. Quasi sempre alle ultime pagine, talora con numerazione propria.
Adespota
Libro o manoscritto in cui l'autore non è indicato. Termine poco usato.
Admittur.
Espressione che equivale ad Imprimatur.
Ad modum Minellii.
Si dice così di edizioni, in genere classici, annotate ad uso delle scuole. La formula deriva dal nome del filologo olandese Jan Minelli (1625-1683).
Ad usum delphini
Si dice di un testo purgato per evitare la lettura dei passi più scabrosi. Il termine prende origine dalle edizioni di classici latini destinate all'istruzione del Delfino. Erano censurate e portavano al frontespizio la scritta Ad usum Delphini.
Affibbiatoio.
In legatoria, l'A. si differenza dal fermaglio per la sua particolare struttura. E' costituito da una fibbia di pelle che termina con un gancio metallico che lo fissa al piatto anteriore del libro. La fibbia è fissata in vario modo al piatto posteriore. Gli A. erano usati nelle legature monastiche dei secoli XIV-XV. In genere erano in numero di quattro. Potevano anche trovarsi in testa e al piede del volume.
Agiografia
Testo sulla vita di un Santo, o anche di un Beato.
Album, Albo.
In tipografia si chiama album uno speciale formato oblungo, che obbliga ad una particolare distribuzione delle pagine in macchina.
Aldine
Sono le edizioni della tipografia che Aldo Pio Manuzio fondò nel 1492 a Venezia. La marca tipografica era la famosa Ancora.
Alfabeto
E' la serie di segni che corrisponde ai suoni fondamentali di una lingua. Il più usato è quello latino, che ha comunque subito aggiunte tardomedievali. Esistono però molto altri alfabeti: ebraico, arabo, cirillico, greco ecc.
Alla macchia
Termine in disuso che indica un qualunque stampato, libro compreso, che non rechi alcuna informazione tipografica. In genere si tratta di opere clandestine.
Allegati.
Insieme di documenti o tavole che si allega ad un volume. In genere si trovano alla fine del volume, certe volte, soprattutto nelle edizioni del Novecento, in apposite tasche.
Allegoria
Dal greco Allos (altro) e agoreuo (parlo); indica il dire una cosa e intenderne un'altra. Contrariamente alla metafora, che simbolizza solo una parola o un'espressione, l'allegoria può simbolizzare tutto un racconto, oppure un fatto o una persona.
In enigmistica si intende per A. un enigma la cui soluzione è un'astrazione piuttosto che una cosa concreta.
Allineamento
In tipografia è la linea orizzontale ideale su cui poggiano le letter prive di asta discendente: tipo A Z Va Cad, nella pratica, per motivi tecni o estetici, alcune lettere non raggiungono la linea, oppure la superano (z o c v).
Almagesto.
Termine arabo che indica tutti i trattati di astronomia. Celebre l'Almagesto di Tolomeo.
Almanacco
Il nome deriva dall'arabo (al = il, e manakh = tempo).
Libretto con l'ordine dei giorni e dei mesi, le festività religiose e civili, le fasi lunari e quelle solari. Spesso vi si trovano predizioni astrologiche e notizie di vario genere. La componente letteraria è quella che, in definitiva, distingue l'almanacco dal calendario.
Amanuensi
Nell'antichità gli A. erano coloro che esercitavano l'attività di scrittore o copista per conto di privati o del pubblico. Si trattava quindi di ''servi literati'', da non confondersi con lo scriba, che era uomo libero. Gli A. romani spesso lavoravano in officine scrittorie gestite da venditori di libri.
Nel Medioevo le stesse funzioni furono svolte da Monaci. Il loro esercizio faceva spesso parte delle regole monastiche e si svolgeva in locali appositamente attrezzati del monastero.
I monaci furono sostituiti dagli A. di mestiere, numerosi soprattutto in epoca rinascimentale. Lavoravano nei monasteri, presso librai, o nelle corti dell'epoca. Almeno venti erano al servizio di Federico di Montefeltro a Urbino.
Nonostante il loro lavoro, non tutti avevano una cultura adeguata. Questo spiega gli errori e le differenze di lezione tra i vari testi manoscritti. La debolezza culturale di molti A. fu sentita soprattutto dagli Umanisti, al punto che alcuni di questi (ad esempio il Petrarca) preferirono trasformarsi essi stessi in A. piuttosto che affidare il lavoro di copiatura ad altri.
Anastatico
Sistema di riproduzione di un testo ideato dal tedesco Barlemuss (1844), che consente di eseguire una riproduzione perfetta di uno stampato tramite procedimenti chimici.
 
Ancipiti
Edizioni prive di indicazioni di stampa. Poco usato.
 
Angolo
Le punte dei piatti del volume. Spesso rinforzati in metallo o pelle, o pergamena, a seconda del tipo e del pregio della legatura.
Anepigrafo
Libro privo di frontespizio.
Anobii
Insetti dell'ordine dei Coleotteri (famiglia Anobidi). Allo stato larvale vivono nel legno, scavando fori che aprono numerose gallerie. L'anobius pertinax è il comune tarlo dei mobili, che attacca anche i piatti dei volumi antichi.
Antifonario
Testo che contiene quella parte della liturgia sacra che viene cantata durante le funzioni religiose.
Antinarrazione
Termine che designa la prefazione, il proemio, il preambolo, cioè tutte quelle parti che si possono trovare prima del testo vero e proprio. In disuso.
Antiporta
E' la pagina figurata che precede il frontespizio.
Antiqua
In alcuni paesi anglosassoni si chiamano così i caratteri latini tondi e corsivi.
Apocrifo
Libro della cui autenticità si dubita, così come si dubita che sia stato scritto dall'autore citato. Esempio tipico sono i Vangeli Apocrifi, tra i cui quali quello di San Pietro, non ritenuti dalla Chiesa degni di fede.
Apografo
Manoscritto non autografo, ma copia dell'originale.
Approvazione
Permesso dato dalle Autorità Ecclesiastiche alla pubblicazione di un'opera. Si trova in principio o in fine ai volumi antichi. Oggi viene richiesta solo per le opere di natura religiosa (Approbatur) e non ha particolare valore legale.
Archètipo
Manoscritto originale che funge da modello di ogni altro. E' il codice originale più antico di un'opera. Ogni altro esemplare è copia dell'A.
Armi, o Arme.
Stemma di chi ha posseduto il libro, in genere inciso sulla rilegatura.
Arrotondatura del dorso
La curvatura che viene data al dorso dai legatori, a mano o con macchine apposite.
Arte nera
Denominazione data all'arte della stampa nel sec. XV. Secondo alcuni tale denominazione fu inventata a Venezia ai tempi di Aldo, che aveva alle sue dipendenze un operaio di colore. Ha significato superstizioso, in quanto sottintende rapporti con Satana. La leggenda vuole che Aldo abbia invitato tutti, pubblicamente, a toccare il giovane nero, perché si rendessero conto che non aveva nulla a che fare con il maligno.
Arti Grafiche
Sotto questo nome si intendono tutte le arti tipografiche e le arti affini a quella della stampa (incisione).
Assi, Assicelle.
1. In tipografia l'A. è la tavola che serve al compositore per portare alle macchine le composizioni di caratteri che non possono essere portate a braccio.
2. In legatoria si dicono A. le tavole usate per la pressatura dei libri.
3. Si chiamano A. o assicelle anche le tavole di legno che, nelle legature più antiche (fin dal sec. XIII) si usavano per chiudere e proteggere i piani dei libri (al posto dei cartoni, usati successivamente) ed erano spesso rivestite di pelle o stoffa.
Astuccio
Custodia rigida, spesso di cartone, in cui si conserva, a scopo protettivo, un libro o un manoscritto di particolare valore.
Autografo
Scritto di propria mano dall'Autore.
Avvicinamento
Lo spazio bianco tra due lettere.
Azolo, o asolo
Il fermaglio delle antiche legature.

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B

 
 
Bagnatura della carta
Operazione che si usava nelle antiche cartiere per la creazione di carte a mano. Veniva effettuata a mano o con mezzi meccanici, tramite l'uso di macchine dette bagnatrici. Era operazione delicatissima, che serviva a ottenere una impressione più nitida, ma che poteva alterare il colore della carta e determinare anche altri inconvenienti quali la spelatura della stessa e la fioritura. Oggi non è più praticata.
Bambagina
E' la carta di stracci e canapa. Veniva così chiamata in passato, quando si riteneva fosse fatta con il cotone. In realtà già il Briquet aveva ipotizzato (nel suo Dizionario storico delle filigrane) che il quantitativo di cotone presente fosse in definitiva pochissimo.
Bancherozzo.
Termine in disuso, con il quale si indicava un tempo la bancarella dei venditori ambulanti di libri.
Bande, Bandelle
1.In tipografia, si dicono B. le guide metalliche che consentono al piano del torchio di scorrere.
2.In legatoria, si chiamano B. strisce di pelle, corda, budello, pergamena, spago con cui si decoravano anticamente le legature in pergamena. Spesso venivano intrecciate in modo da creare disegni decorativi. Sono state usate anche in legature di pregio del Novecento.
Barbe
Irregolarità dei margini delle pagine che dimostrano che il libro non ha subito alcuna operazione di taglio dei margini.
Bastarda
1. In calligrafia, si dice bastarda una scrittura che ha le caratteristiche della rotonda e dell'inglese. In tipografia si dicono bastardi i caratteri creati per imitare questa scrittura. In Francia si parla di B. del Louvre per indicare una scrittura tipografica i cui caratteri furono incisi nel '700 la Luigi Luce, punzonista della Stamperia del Louvre.
Esistono varie B. storiche. Ricordiamo la B. antica, usata in Francia nei secoli XIV e XV, la B. spezzata, del sec. XVII, la B. inclinata, realizzata da Fournier nel XVIII sec.
2. Si chiama anche B. una carta di formato irregolare le cui dimensioni in cm. variano a seconda delle località e della tipografia.
Bazzana
Pelle di montone o pecora (in francese basane) che viene conciata con cura ed usata in legatoria per imitare pergamena, cuoio, marocchino; è usata anche per creare le piccole etichette che si applicano sul dorso dei volumi con i titoli dorati.
Becca.
Detta anche orecchia, è la piega che si fa ad un libro allo scopo di ritrovare il segno.
Best seller
Il libro più venduto del momento.
Bestiario
Libro o manoscritto in cui si parla di animali.
Bianchi
Si chiamano B. tutti gli spazi che in una pagina non sono occupati dalla stampa. In tipografia si comprende sotto questo termine tutto il materiale di stampa che non ha l'altezza del carattere: interlinee, margini, spazi.
Bibbia - Generalità
(v. pagina speciale)
Biblia pauperum
La Bibbia dei poveri era la bibbia destinata alle classi più povere, ma anche ai padri predicatori e agli ecclesiatici inferiori di diversi ordini, quali i Certosini e i Benedettini (''pauperes Christi''), manoscritta e miniata, ma anche stampata, spesso col metodo silografico, era composta in genere da tavole che rappresentavano episodi della Vecchio e Nuovo Testamento, accompagnate da qualche breve testo di commento, in genere in latino.
Attribuita a S. Bonaventura, esiste una collezione, disposta in ordine alfabetico, di testi ed esempi biblici da predicarsi al popolo.
Biblioclastia
Odio, feroce avversione verso i libri, accompagnata da volontà distruttiva. Simile alla Bibliofobia.
Bibliofagia
La tendenza a divorare i libri. Sono bibliofagi molti animali quali i topi. I pesci e i numerosi insetti dannosi alla carta e alle legature.
Esistono però esempi storici, di uomini divoratori di libri, per tradizione o per condanna. vari cronisti del passato narravano che i Tartari mangiavano i libri per assimilarne la scienza. Bernabò Visconti costrinse i due legati pontifici che gli avevano consegnato la bolla di scomunica, nel 1730, a mangiarsela. Sembra anche che alcuni autori politici del passato siano stati costretti a divorare le loro opere per ''rimangiarsi'' quanto avevano sostenuto.
In senso figurato, bibliofago, o ''divoratore di libri'' è anche colui che legge moltissimo, spesso senza criterio e senza la concentrazione necessaria ad assimilare il contenuto delle letture.
Bibliofilia
Amore per i libri, sentimento sempre più raro e frustrato. Bibliofobia è, al contrario, l'avversione, l'odio verso i libri. Atteggiamento, quest'ultimo, oggi molto apprezzato, gratificato e favorito anche dalle istituzioni.
Bibliografia
Studio dei libri in se stessi, a prescindere dal loro contenuto intrinseco, secondo la definizione di Fumagalli. Si intende anche per bibliografia un libro che descrive tutti i libri che parlano di un determinato argomento, o almeno ci prova.
Bibliomania
Passione esagerata per i libri, qualunque sia il contenuto. Bibliomane è l'individuo affetto da questa passione, al limite del patologico, comunque sempre più rara (ce ne fossero...)
Bibliotafio, Bibliotafia, Bibliotafo
1. Il Bibliotafio è, letteralmente, un ''sepolcro di libri'', una biblioteca dove i libri sono nascosti alla consultazione.
2. La Bibliotafia è l'atteggiamento del bibliomane geloso, che nega la consultazione della propria biblioteca.
3. Il Bibliotafo è colui che nasconde gelosamente i propri libri.
Biblioteconomia
L'insieme di norme che regolano il funzionamento delle biblioteche.
Biobibliografia.
Elenco di opere di un determinato autore che comprende anche gli scritti dedicati alla vita dell'autore stesso.
Bodoniano, Bodoniana
Termine che indica le edizioni di Bodoni, ma anche i caratteri tipografici e le tipiche legature ideate dal grande saluzzese.
Bouquiniste
Termine francese che indica il rivenditore di libri in genere "vecchi". Famosissimi, a Parigi, quelli del Lungosenna, celebri, un tempo, per gli affari incredibili che vi si potevano fare (ma molte erano, probabilmente, leggende).
Breviario
Libro che contiene i vari offici e preghiere da recitarsi giorno per giorno. Presso gli antichi romani era invece un libro dove si registravano le entrate e le uscite.
Brochure.
Termine francese usato anche in Italia. Sta per ''brossura''.
Brossura
Indica il volume con semplice copertina in carta stampata, o anche costituita da un normale foglio di carta non stampato. Per quanto sia legatura non di pregio, nel caso delle prime edizioni, essendo editoriale, dovrebbe essere preferita dai collezionisti.
Bulino.
E' lo strumento adoperato fin dall'antichità per scrivere su metallo. Oggi si chiama B. la verghetta d'acciaio che gli incisori usano per intagliare il metallo, il legno, il linoleum ecc.
Per estensione, si chiama B. anche l'incisione stessa, se eseguita con tale oggetto.

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C

 

Calamo
Cannuccia usata dai popoli antichi per scrivere su papiro e pergamena.
Cammeo
Medaglione intarsiato o applicato al piatto in certe legature rinascimentali.
Capilettera
Sono le lettere iniziali ornate, incise in rame o in silografia. Nei libri più antichi sono a volte miniate.
Capitello
E' il cordoncino di rinforzo che si vede ai due estremi del dorso nella legatura. Spesso in seta e a più colori, ha perduto il suo scopo principale (di rinforzo) ed è diventato progressivamente un elemento decorativo, tanto che in molti casi non è nemmeno cucito alle pagine, ma semplicemente incollato alle estremità del dorso.
 
Carattere aldino
E' il corsivo. Ideato da Aldo Manuzio, e per questo detto anche carattere italico.
 
Carta, storia della
v.pagina speciale
 
Carticino
Detto anche quartino, quarticino, quartesino, cartesino, cartino, equivale a un quarto di foglio. Forma quattro pagine. Esiste il carticino di frontespizio, che si usa quando per un qualunque motivo le prime quattro pagine, frontespizio compreso, devono essere differenziate dalle restanti (ad esempio quando l'autore vuole firmare ogni copia al retro del frontespizio). Il carticino intercalare si trovava comunemente nei libri censurati, e serviva a correggere le parti errate o censurate. Il carticino finale si ha quando non c'è bisogno di usare un intero foglio per chiudere l'opera.
Cartonato
Dicesi di legatura con copertine di cartone.
 
Cartuccia
Foglietto di due pagine (mezzo carticino) stampato a parte. Si usa in genere per correggere una parte mal stampata.
Centone
Complesso di varie opere o frammenti di queste. Non è detto che abbia un significato dispregiativo.
Centoventottesimo.
Formato piccolissimo, per il quale ogni foglio di stampa contiene 128 pagine. Molto difficile da realizzare tipograficamente, è stato usato molto di rado. I ''libri minuscoli'' sono ricercati dai collezionisti.
Cicero.
Nome dei caratteri usati da Sweinheim e Pannartz per stampare le Epistole Familiari di Cicerone a Subiaco. Il nome fu poi dato alla ''lettura'' (corpo 12) usata come misura tipo nei calcoli della composizione tipografica.
Clichè
Parola francese di uso comune anche in Italia. Indica la lastra realizzata in stereotipia, zincotipia o galvanotipia, che viene montata su uno zoccolo di legno o altro materiale e poi stampata con la stessa tecnica dei caratteri mobili.
Per estensione si è dato il nome di C. a tutte le incisioni realizzate con tecniche fotomeccamiche.
Collazione.
Si indica con questo termine la descrizione bibliografica del volume, che specifica il numero di pagine, le tavole, la legatura, lo stato di conservazione, la completezza ecc.
Colophon
Dicitura del tipografo che si trova all'ultima carta delle edizioni più antiche. Può riportare il nome dell'autore, dello stampatore, il luogo di stampa, il pontefice regnante ecc.. La sua funzione fu poi assolta dal frontespizio.
Composizione tipografica
Si chiama così, in tipografia, l'operazione di accostare le varie lettere per formare parole e frasi. la si è fatta a mano per secoli, ma oggi si usano anche vari macchinari.
 
Contraffazione
Riproduzione abusiva di un libro, realizzata per vari motivi (elusione dei diritti d'autore e di divieti vari ecc..).
Copia autografata.
Copia di un libro che riporta l'autografo dell'autore. Aumenta il valore commerciale del libro in questione. La ricerca di copie autografate può costituire una forma di collezionismo a parte, che nei paesi anglosassoni, e soprattuto in America, è diffuso da tempo, e sta prendendo quota anche da noi.
Copyright
Indica il diritto esclusivo di utilizzazione commerciale di un'opera letteraria. Di solito è posseduto dall'editore.
Corsivo
Tipico carattere latino con l'occhio inclinato verso destra ( b g o d a). Venne disegnato per la prima volta da Fracesco Griffo per Aldo Manuzio (è noto anche come italico).
Cromotipia.
In senso lato si indica con C. la stampa tipografica a colori. Anche le immagini ottenute con queste teniche di stampa sono dette, per estensione C.
Cuffia.
La ripiegatura interna, il piccolo rivolto di pelle, tela, pergamena o carta che si vede in testa e in coda del dorso dei libri, nella parte che sporge leggermente oltre il taglio del volume stesso.
Cul-de-Lampe
Si dice così di alcuni finalini (v.), che hanno un tipico disegno che ricorda l'impronta del piede di una lampada.
Curiosità.
In linea di massima, in bibliofilia, il termine equivale a rarità. Di solito è usato per indicare opere non solo rare, ma anche di argomento particolare, non comune, curioso.
Custodia
1. In origine si chiamava C. la scatola che conteneva i libri a rotolo.
2. Equivale anche ad astuccio, camicia, busta, salvagurdia.
3. Oggi si chiama C. la scatola di cartone, spesso realizzata appositamente, che serve a contenere e proteggere volumi o fogli sciolti di particolare pregio. In certe edizioni di lusso fa parte del volume e, anche se talvolta è di modesta fattura, la sua presenza ne aumenta il pregio (custodia editoriale).

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D

 
 
Dantino.
Nome con il quale si identifica una edizione minuscola della Divina Commedia. Famosa quella stampata a Padova nel 1878 dai fratelli Salmin: le pagine sono di 37 x 57 mm. (in 128°). In seguito passò all'editore Hoepli.
Dedica o dedicatoria
Di solito all'inizio del libro. Specifica l'illustre personaggio al quale l'opera era dedicata e perché. Spesso in bella veste tipografica e con capolettera ornati, ma anche difficile da leggere e da digerire per la "ruffianeria" che la anima e nella quale cadono anche autori famosi e celebrati.
del.
Abbreviatura comune nelle incisioni. Sta per ''delineavit''.
Dentelle
Termine che indica le decorazioni che i legatori fanno tutto intorno ai piatti nelle lagature di lusso. Dette anche ''merlettature''.
Desiderata.
Vocabolo latino con il quale si designa l'elenco dei libri ricercati da un determinato collezionista.
Didascalia
Breve testo con scopi esplicativi, in genere sotto figure, tabelle, grafici. La legenda, o leggenda, è, più propriamente, la tabella che raccoglie le spiegazioni di simboli e segni sotto una figura (ad esempio una carta geografica o stradale).
Dorso
Parte del volume che ricopre la legatura dei vari fascicoli. Il dorso, appunto...

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E

 
Editio princeps
La prima edizione di un testo a stampa.
Edizione.
L'insieme di tutte le copie di un determinato libro, in quel determinato formato tipografico (caratteri compresi), pubblicato da quel determinato editore-tipografo in quella determinata data (anche in intervalli di tempo successivi, come accade per opere in più volumi) e in quel luogo di stampa. Nel linguaggio editoriale moderno, fanno parte della stessa edizione anche le reimpressioni, purché identiche alle precedenti, anche se per '' prima edizione'' si devono intendere solo le copie pubblicate nella prima impressione. Per questo motivo, i collezionisti di prime edizioni moderne, danno molta importanza a diciture quali ''secondo migliaio, terza ristampa ecc..''
Edizione compatta.
Edizione economica, in caratteri stretti e minuti e con poco uso di bianchi, onde poter raccogliere molto testo in poche pagine.
Edizione ridotta, edizione compendiata.
Termini che indicano un' edizione di un'opera in forma volutamente non completa. L'edizione ridotta mantiene di solito le caratteristiche principali di un testo (la trama, lo stile, l'atmosfera generale), ma ne omette alcune parti ritenute meno significative. In genere vengono omesse del tutto le appendici, le note e allegati vari. Un' edizione ridotta non è quasi mai curata dall'Autore dell'opera. I motivi che conducono alla realizzazione di riduzioni sono vari: rendere più facile la lettura di un'opera omettendo le parti più difficili del testo, rendere accessibile l'opera stessa ad un pubblico più vasto e meno raffinato, rendere più economica la pubblicazione. Si tratta di edizioni poco amate dai bibliofili e dagli studiosi, per ovvi motivi. Un esempio tipico sono i romanzi distribuiti da ''Selezione dal Reader's Digest''.
Il termine è usato impropriamente anche per indicare il riadattamento, destinato ai ragazzi, di classici della letteratura, ad. es. Moby Dick, o il Don Chisciotte. In questo caso i curatori non si limitano ad omettere parti di testo non idonee alla lettura infantile, ma piuttosto riscrivono l'opera secondo il loro gusto e secondo le necessità della letteratura per ragazzi.
Ephemera.
Materiale di vario genere, di solito considerato di scarso valore fin dalla sua produzione a causa della sua stessa natura o perché prodotto in grandi quantitativi. Comprende opuscoli e pamphlet, programmi teatrali, menu di ristoranti, cartoline di vario tipo, poster ecc. Naturalmente, a prescindere dalla scarsa importanza data a questo materiale al momento della sua realizzazione, presso i collezionisti molti di questi oggetti hanno acquisito col tempo grande valore, di solito per la qualità grafica o per motivi storici.
Errata, o Errata corrige
Elenco degli errori presenti in un libro, con la relativa correzione. In fondo al volume, o aggiunta come foglio volante.
 
Estratto
Tiratura a parte di un articolo, di una voce enciclopedica o altro e che comunque faceva parte di opera più voluminosa.
et al.
Abbreviazione della frase latina et alii (ed altri) usata nelle citazioni bibliografiche quando un libro è stato scritto da più autori.

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F

 

Faccia o facciata.
Una delle due parti del foglio. In pratica, la pagina.
Factotum.
Ornamento di qualsiasi natura, inciso su legno o su metallo, con uno spazio bianco al centro nel quale andrà poi inserita, a stampa o a mano, una lettera che funge da capolettera (lettera capitale). Comune nelle edizioni antiche. Può capitare di trovare copie di libri antichi con soltanto il factotum, senza la lettera capitale.
Falsa data.
Data di stampa non corretta. La falsa data può essere intenzionale, oppure casuale, per refuso tipografico. Qualora sia nota la data di stampa reale, sarebbe regola indicarla tra parentesi quadre accanto a quella falsa. Esempio: 1570 [1612].
Fascetta editoriale
La striscia di carta che nelle edizioni moderne si può trovare sopra la copertina, con indicazioni varie sul contenuto di un libro, i premi vinti, il successo ottenuto ecc..
Finalino
Silografico o in rame, è il fregio decorativo che si trova alla fine di un capitolo.
 
Fioriture
Macchie di colore e intensità vari, provocate dal contatto della carta con ambienti umidi. Sono chiamate così per la tipica forma a margini frastagliati.
Formato
La dimensione del libro. Il sistema antico di determinazione del formato, che si basava sul numero di pieghe del foglio di stampa è ormai caduto in disuso, anche se la denominazione dei vari formati è, in definitiva, rimasta la stessa. Oggi ci si basa più semplicemente sull'altezza di un volume:
Definizione Misura altezza
In Folio Oltre 38 cm
In 4° da 28 a 38 cm
In 8° da 20 a 28 cm
in 16° da 15 a 20 cm
in 24° da 10 a 15 cm
in 32° meno di 10 cm
Foulage
Termine francese. Indica l'effetto a rilievo che una pressione di stampa troppo elevata provoca sul verso del foglio di carta.
Fraktur
La forma più diffusa di alfabeto gotico.
Frontespizio
Pagina iniziale del libro, dove sono indicati autore, titolo, editore, ecc..

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G

 
 
Generalia.
Con questo termine si indicano quei lavori il cui contenuto non rientra in alcun argomento specifico.
Giornale
Pubblicazione periodica (qutidiana per definizione) che diffonde notizie, commenti e aggioranementi sugli avvenimenti più recenti ed importanti.
Giustezza
La lunghezza della linea di composizione.
Giustificazione
L'aggiunta di spazio intercalato (tra parola e parola) allo scopo di colmare perfettamente la giustezza della linea (in modo cioè da rendere le linee di stampa tutte uguali e perfettamente allineate sia a destra che a sinistra).
Gotico, carattere
E' il carattere tipografico usato in Germania fino al XIX secolo. Imita la scrittura gotica ed è usato in gran parte dei primi incunaboli.
Grazie
I tratti terminali delle varie lettere.

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H

 

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I

 
Imprimatur
Significa Si stampi ed indicava che le autorità ecclesiastiche o quelle laiche (nel caso del Privilegio), avendo appurato che il contenuto del libro non era lesivo nei confronti della Chiesa e dello Stato, concedevano il permesso di stamparlo. Comunemente l'imprimatur è alla fine del libro. La rigidità con la quale le istituzioni valutavano i contenuti di un libro è variata nel corso delle epoche a seconda dei luoghi e dei momenti storici. Oggi l'imprimatur da noi non esiste più, ma non è detto che non faccia capolino sotto altra veste...
Incipit.
Deriva dal latino e sta per ''comincia''. E' in genere la parola con la quale cominciavano i libri manoscritti e i primi libri a stampa. Il termine è adottato come sostantivo in bibliografia ad indicare il titolo di un'opera che, in mancanza del frontespizio, non ancora inventato, era di solito enunciato nell'Incipit.
 
Incunabolo
Ogni libro o opuscolo stampato a caratteri mobili in epoca compresa dalla invenzione di questo tipo di stampa al 25 marzo 1501. Non chiedeteci il perché di questa data... Secondo altri si devono intendere come incunaboli i libri stampati tra il 1450 e il 1500. Alcuni studiosi però ritengono che si dovrebbe estendere questo periodo fino al 1520, fino a quando cioè, il libro non ha assunto la sua definitiva forma cinquecentesca. I libri stampati nei primi anni del Cinquecento vengono definiti talvolta postincunaboli, ma il termine è generico e di scarso significato storico.
Indice
Elenco, ordinato secondo criteri diversi, che indica gli elemnti costitutivi di un libro. Quasi ogni opera, in epoca moderna, riporta almeno l'indice generale.
Indice dei libri proibiti, Index librorum prohibitorum.
Elenco di libri dei quali è vietata la lettura ai Cattolici secondo specifico decreto della Santa Sede. Il primo I. fu pubblicato nel 1557 per volontà di Paolo IV, e la sua pubblicazione è proseguita fino ai giorni nostri, curata dalla Congregazione del Sant'Ufficio.
Nel 325, il Concilio di Nicea proibì la lettura delle opere di Ario: è il primo caso di libro all'indice di cui si ha memoria. Fino al XVI secolo, però, le proibizioni di questo genere furono occasionali e spesso più promosse da predicatori locali che favorite ufficialmente dalla chiesa. Celebri i roghi di libri voluti dal Savonarola. Solo con l'avanzare della Riforma la Chiesa ritenne opportuno organizzare ufficialmente una lotta contro i libri anticattolici. Nel primo Index, otre ad autori, titoli, ed opere anonime, si citavano anche gli editori colpevoli di aver pubblicato opere eretiche. La Congregazione dell'Indice fu istituita nel 1571, seguendo le indicazioni del Concilio di Trento del 1562. Il regolamento e la composizione della Congregazione fu rivisto e modificato da papi successivi, fino a Leone XIII nel 1897. Benedetto XV la soppresse nel 1917, trasferendo le sue attribuzioni alla Congregazione del Santo Ufficio.
Il diritto canonico contiene leggi che specificano le modalità di condanna dei libri ritenuti dannosi all'integrità della dottrina cattolica. La condanna più solenne è quella fatta con Lettera Apostolica, la condanna minore è quella fatta con la formula del ''donec corrigatur'', che indica che il libro è proibito ai cattolici fino al momento in cui non sarà corretto. La formula ''opera omnia'' stabilisce la condanna di tutti gli scritti di un determinato autore. Secondo il diritto canonico classico chi legge un libro proibito, soprattutto se la condanna è avvenuta per Lettera Apostolica, incorre ipso facto nella scomunica, che colpisce anche gli editori degli stessi libri.
Inedito
Testo mai pubblicato prima.
Interlineatura
Spazio bianco intercalato fra le linee di composizione del testo. Serve a migliorare la leggibilità dello stesso.
Intonso
Si intende con questo termine un volume ancora a fogli chiusi e comunque non rifilato.
 
 

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J

 

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K

 

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L

 
Lega tipografica.
E' un misto di piombo, antimonio e stagno. Serve a fabbricare i caratteri.
Legatura
Piena è quella legatura che copre tutte le parti esterne di un libro con lo stesso materiale (piena pelle, piena tela, piena pergamena). Mezza legatura è quella che ricopre con il materiale più pregiato solo il dorso del libro e una striscia più o meno grande dei piatti (mezza pelle, mezza pergamena, mezza tela ecc.). Il libro viene ad essere racchiuso tra due piani che sono detti piatti, o specchi. L'unghia, o unghiatura, è la parte di legatura che sporge oltre il taglio del libro. I nervi sono le sporgenze orizzontali che si vedono sul dorso, e che corrispondono alle corde della cucitura sottostante.
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Legatura alla cappuccina.
Legatura con la cucitura sui nervi, ma con la coperta di pelle aderente al dorso dei fogli.
Legatura alla Cattedrale.
In uso in Italia e in Francia all'inizio del XIX sec., deve il suo nome ai motivi ornamentali, ripresi dalle facciate delle chiese.
Legatura Arrafica.
Legatura senza refe, cioè senza cuciture. Arrafi erano detti anche i mantelli degli antichi romani, perchè privi di cuciture. La L. A. consiste nel sostituire le cuciture con colla di varia natura. Non si tratta di una legatura particolarmente solida.
Libro, come è fatto
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Luoghi di stampa
Termine latino e traduzione italiana v. pagina speciale

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M

 
Maiuscoletto.
Un carattere maiuscolo, ma di dimensioni inferiori a quello che dovrebbe essere il maiuscolo proprio di quel carattere a quel corpo (cioè a quelle dimensioni) Es. MAIUSCOLO MAIUSCOLETTO minuscolo.
Mani scritte
Sono piccole mani che antichi lettori disegnavano sui margini del libro per segnalare l'importanza di quel particolare passo del testo.
Manuale.
Si indica genericamente con questo termine un libro agevole da maneggiare e di facile consultazione, con scopi didattici o informazioni pratiche. Per estensione il termine viene anche applicato a libri che, pur non essendo materialmente ''manuali'', raccolgono secondo un certo ordine sistematico un isegnamentointorno ad un argomento particolare. Esempio notissimo è quello dei manuali Hoepli.
Marca Tipografica
E' una marca, uno stemma, un emblema con cui lo stampatore, o l'editore identificavano le proprie edizioni. Tipico elemento tipografico del '500 e del '600, raro nel '700, praticamente del tutto scomparso in epoca successiva.
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Marmorizzato
Si dice di carte o pelli decorate con macchie e aloni che ricordano le venature del marmo.
Menabò
Il progetto dell'impaginazione, che serve da guida all'impaginatore stesso, anche se è soltanto uno schizzo. Si chiama così una semplice realizzazione preventiva di uno stampato, che serve a comprendere quale sarà l'effetto complessivo del lavoro ultimato.
Miscellanea
Raccolta di libri, di solito di poche pagine ciascuno, che venagono rilegati insieme a formare un unico volume.

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N

 
Nervi
Rilievi orizzontali sul dorso dei libri. La loro presenza è dovuta al sottostante intreccio delle corde utilizzate per la cucitura del libro. Sono presenti per necessità di cose quando il dorso è attaccato alla legatura. Ma nei lbri a dorso staccato sono talvolta presenti lo stesso, anche se senza alcuna necessità, come semplice elemento decorativo.
 
Nota tipografica
Indica il tipografo e la data di stampa. Nei libri più antichi si trova spesso in fondo al testo, e può anche identificarsi col colophon. Nei libri moderni è spesso nel retro della pagina di frontespizio.
Notazione musicale.
Sistema grafico di rappresentazione dei suoni musicali. Anticamente si indicava solo l'altezza dei suoni utilizzando le lettere dell'alfabeto. Un sistema del genere era già in uso presso i Greci. La durata del suono non era indicata, ma si ricavava da un complesso metodo che teneva presente la quantità delle sillabe in un verso poetico (la musica serviva essenzialmente ad accompagnare la recitazione cantata di poesie e poemi). Questo tipo di notazione alfabetica, possibile solo se la musica è di tipo monodico, era ancora in uso intorno al X. sec. d. C. Guido d'Arezzo perfezionò il sistema di notazione alfabetica, ma solo intorno al XII secolo comparve la notazione proporzionale, indispensabile per il canto a più voci. Verso la metà del 1300 comparvero i primi due simboli di minima e semiminima e nel 1500 comparvero note bianche e nere, a stabilire rapporti di durata. La forma attuale, rotonda, delle note musicali, era già entrata nell'suo comune nel sec. XV, ma solo nel 1600 la si preferì definitivamente a quella quadra.
 

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O

 
Occhietto o Occhiello.
Ogni tanto precede il frontespizio, e riporta solo il titolo dell'opera, senza altre indicazioni. Però, se c'è, fa parte del libro e la sua mancanza è un grave difetto.
Offset.
Termine inglese che indica un moderno procedimento di stampa litografica, nel quale le matrici sono preparate fotograficamente (fotolitografia). Le lastre, molto sottili, sono avvolte su cilindri di macchine rotative (macchine O.). Si tratta di un metodo di stampa molto usato nel Novecento per le grandi tirature. Fece rifiorire il metodo litografico che era in declino.
Opening ("Apertura")
E' l'aspetto, e l'effetto d'insieme, che hanno le due pagine a fronte di un libro, quando vengono osservate conteporaneamente. E' elemento esseeziale del moderno design di un libro. V. anche la voce Principio delle due pagine in una.
 
Opuscolo
Piccola opera. Libriccino di poche pagine. I raffinati lo chiamano plaquette, alla francese.
ORBIS LATINUS
Nomi di luogo latini e traduzione in lingua contemporanea.

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P

 
Pamphlet
Opuscolo di contenuto polemico.
 
Perfetta
Brossura realizzata incollando direttamente le pagine al dorso del volume. Molto usata nei tascabili e nelle collane economiche. E', per intenderci, quella degli Oscar Mondadori.
Politipo
Carattere costituito da due lettere insieme. Spesso lo si fa (ad es. ff) per migliorare l'effetto ottico finale.
Polizza
Per poter stampare un testo è necessario che una tipografia abbia a disposizione un certo numero di pezzi per ogni carattere. Per ognuno, il numero varia a seconda della frequenza media di quel carattere nella lingua usata, dei segni speciali, degli accenti, dei corsivi, grassetti ecc... L'assortimento di lettere e segni necessario per poter stampare in quella determinata lingua, è detto polizza.
Pontificale.
E' il libro liturgico con le cerimonie e i riti osservati dal Pontefice e dai Vescovi durante le funzioni che sono loro riservate. Il primo Pontificale fu composto a Roma nel 1485 da Giovanni Burcardo.
Postilla
Commento manoscritto al testo che gli antichi lettori apponevano al margine o tra le righe. Può essere molto importante ed interessante, ma di solito è solo fastidiosa...
Principio delle due pagine in una.
Secondo questa norma grafica, si deve sempre studiare l'impostazione di una pagina tenendo presente quella che le sarà a fronte. L'ideale è, anzi, progettare le due pagine come fossero una sola.
Privilegio di stampa.
Era una concessione che i principi concedevano ad un'opera stampata. Si tratta di una sorta di antica proprietà letteraria. Garantiva che per un certo numero di anni la stampa di un determinato libro non sarebbe stata concessa ad altro tipografo o editore. Ne sarebbe stata impedita anche l'introduzione nel territorio di stampe realizzate altrove. Il più antico P. di S. noto è quello concesso da Venezia nel 1469 a Giovanni da Spira, che però morì l'anno successivo.

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Q

 

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R

 
Refuso
Errore di stampa.
 
Registro
Foglio che riportava l'indice delle segnature nei libri più antichi. Permette di verificare se un volume è completo. Oggi non viene più usato, ma nei primi libri la sua presenza era fondamentale, soprattutto quando ancora non era usata la numerazione delle pagine. I fogli venivano allora numerati con lettere poste al margine inferiore destro. Il frontespizio, per quanto contato, non veniva segnato (la "segnatura" avrebbe indubbiamente provocato dei problemi estetici al frontespizio). Solo i fogli che costituivano la prima metà del duerno, quaderno, quinterno ecc. venivano segnati, mentre l'altra metà erano lasciati bianchi. Nel caso di un quaderno avremmo perciò trovato la seguente segnatura: a* a** a*** a****, alla quale seguivano altri quattro fogli non segnati, poi b* b** b*** b**** ecc.. Poiché in un libro di molte pagine le lettere dell'alfabeto potevano non bastare, si usavano accorgimenti tipo l'uso di due lettere (za* za** za*** za****). Ad un certo punto si cominciarono anche ad usare i numeri (a1 a2 a3 a4). Si comprende come il duerno sia costituito da due fogli doppi ripiegati insieme (a* a** e due bianchi), il quaderno sia costituito da quattro fogli doppi ripiegati insieme (b* b** b*** b**** e quattro bianchi) e così via. Spesso il tipo di piegatura veniva indicato dal tipografo stesso nella carta finale del libro, detta appunto "Registro": Tutti son quaderni eccetto A che è duerno...
 
Richiamo
Parola o sillaba che si legge in fondo alla pagina (o al foglio). E' la stessa parola o sillaba che si legge all'inizio del testo della pagina successiva (o del foglio successivo); può essere utile per valutare la completezza di un'opera. In realtà serviva per dare chiare informazioni sull'ordine delle pagine ai rilegatori non troppo svegli.
 
Ristampa.
Una nuova edizione senza cambiamenti rispetto alla precedente.
Rotativa.
Macchina per stampa, costituita essenzialmente da un cilindro che fa pressione su una matrice curva, anche questa poggiata su un cilindro a rotazione continua. La carta usata per la stampa è un nastro continuo a rotolo o a bobina. E' il tipico procedimento di stampa dei giornali.
 

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S

 

Sbaveggio.
Difetto di stampa per cui l'impronta dei vari elementi sulla carta appare non nitida, ma ingrossata o anche sdoppiata. Può dipendere dal cattivo funzionamento delle macchine o da una imperfetta tecnica di stampa.
Scriptorium
La sala nella quale gli amanuensi eseguivano il loro lavoro di scrittura.
Scrittura, storia della
v. pagina speciale
Segnature
Numeri o lettere che si trovano al margine inferiore del foglio di stampa. Servivano da guida al rilegatore. Nel caso di molti libri antichi possono costituire l'unico aiuto per una valutazione di completezza.(v. alla voce Registro).
Sguardie, Guardie, Fogli di Guardia
Sono quei fogli che separano il libro vero e proprio dalla legatura. Non fanno parte del libro, e, anche quando sono bianche, non vanno contate come pagine. Spesso sono marmorizzate.
 
Silografico, libro.
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Stampatori
Vedi pagina speciale

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T

 
Taglio
Il margine dei fogli che si presenta alla nostra vista su tre lati in un volume chiuso. Può essere bianco, ma anche dorato, o marmorizzato, o variamente decorato.
Testa
Lato superiore di un libro.
Testatina
Fregio decorativo che si trova all'inizio di un testo o di una parte di questo (ad esempio all'inizio dei vari capitoli, o anche dei paragarafi ecc..). Spesso è lo stesso fregio usato per i finalini.
Tondo
La serie di caratteri latini con occhio diritto di uso comune.

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U

 
Unghia, Unghiatura.
La parte di rilegatura che sporge oltre il margine dei fogli.

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V

 
Valore commerciale di un libro
Elemento di difficile definizione, che dipende da opinioni soggettive e fattori contingenti: di certo si sa che le opinioni di chi i libri li deve vendere quasi mai concordano con quelle di chi li deve comprare... In linea di massima si può dire che il valore di un libro dipende da: 1-caratteristiche proprie dell'edizione (antichità, rarità, qualità tipografiche, presenza di illustrazioni, tirature limitate...); 2-contenuto dell'opera (scienza, occultismo, storia locale, musica, erotismo..); 3-Curiosità (libri di argomento strano o insolito, burle, stramberie varie, anomalie nella stampa..); 4-caratteristiche proprie di un determinato libro (ad esempio: la cinquantesima edizione degli Ossi di Seppia di Montale vale poco o niente, ma se trovate una copia posseduta dall'autore con correzioni e note autografe dello stesso, magari redatte la notte prima di ricevere il Nobel e con qualche verso manoscritto inedito ai margini, allora avete fatto Bingo...). Altri fattori importanti sono le rilegature, magari bellissime e di valore superiore a quello del libro stesso. Inoltre sono da tenere presenti certi fattori contingenti tipo MODE DEL MOMENTO (futurismo, libri per ragazzi, prime edizioni di poeti del Novecento, libri illustrati da questo o quel pittore ecc..) che aumentano la richiesta e rendono più rara e costosa l'offerta. Fondamentali nella valutazione di un libro sono anche lo stato di conservazione e la completezza dello stesso. Vogliamo comunque ricordare qui TRE REGOLE FONDAMENTALI: I-Il prezzo di un determinato libro alla fin fine lo fa chi accetta di comprare ad un certo prezzo e chi a quel prezzo decide di venderlo... II-Se si crede di aver comprato un libro che cerchiamo da tempo ad un prezzo eccezionale, si può stare sicuri che si troverà lo stesso libro dopo dieci minuti, da un altro rivenditore, alla metà del prezzo che lo abbiamo pagato; III-Se si rinuncia ad un libro che cerchiamo da tempo perché ci sembra costi troppo, si può stare altrettanto sicuri che dopo dieci minuti ne vediamo una copia peggiore offerta al quintuplo del prezzo che abbiamo rifiutato di pagare. Ma è inutile tornare indietro a comprare l'altro: è sicuramente già stato venduto. E a quel prezzo non ci verrà mai più offerto...

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