STORIA DELLA SCRITTURA |
La scrittura fonetica consentì, come si è detto, di compiere un grosso passo avanti. All'inizio rimase vincolata ai pittogrammi originari, ma con possibilità molto maggiori, grazie al principio del rebus (un amo ed un re, vogliono dire amore, concetto che non ha un disegno corrispondente). Il disegno dunque esprime un suono, ed è notazione grafica del suono stesso. Poiché però esistono omofonie, si cercò di rendere più facile il tutto con complementi fonetici, cioè con segni che indicavano chiaramente come si dovevano pronunciare o intendere i vari disegni. I cinesi, con la loro scrittura monosillabica, dovettero fare un uso notevole di questi complementi, perché fosse chiaro il senso di ogni ideogramma.
Il passo successivo, e decisivo, avvenne quando ci si rese conto che, in definitiva, ogni parola è composta da un insieme di suoni elementari e che questi suoni non sono poi molti, una trentina in tutto. Con trenta soli segni, ciascuno dei quali rappresenta graficamente uno di questi suoni, si può scrivere praticamente di tutto. La scoperta dell'alfabeto.
Furono gli Egiziani, prima dei Fenici, a mettere a punto un alfabeto di 24 lettere, costutito da altrettanti ideogrammi monoconsonanti. Complessivamente, però, la loro scrittura comprendeva qualcosa come 600 ideogrammi... Furono i fenici a comprendere il vero valore dell'alfabeto, e la possibilità di combinare pochi segni per ottenere infinite combinazioni di suoni. I numerosi ideogrammi delle scritture pittografiche divennero così inutili. I Greci ricevettero l'alfabeto dai Fenici -almeno secondo quanto ha scritto Erodoto- ma lo modificarono aggiungendo dei segni per le vocali (l'alfabeto originario era costituto solo dalle consonanti, le vocali venivano aggiunte durante la lettura, grazie alla conoscenza della lingua). L'alfabeto greco arcaico era composto di 21 lettere, ma, a seconda della località, erano adottati alfabeti diversi. Alla fine prevalse il cosiddetto alfabeto Ionico che si diffuse anche fuori dei confini della Grecia. In Italia, gli Etruschi ricevettero l'alfabeto probabilmente dai Fenici. Dall'alfabeto etrusco, nel Lazio, derivò quello latino e la scrittura latina si diffuse in tutto il mondo romanizzato.